Il sonno

L'architetto della nostra salute ormonale, mentale e intestinale

Il sonno è uno degli atti fisiologici più sottovalutati nella nostra società. In un mondo che glorifica la produttività a ogni costo, il tempo dedicato al riposo viene spesso ridotto, sacrificato, se non addirittura percepito come una perdita di tempo. Eppure, dormire non è semplicemente una pausa, ma una delle attività biologiche più complesse e fondamentali per la nostra sopravvivenza e il nostro equilibrio.
La qualità e la quantità del sonno influenzano profondamente la salute fisica, mentale, metabolica e ormonale.
Capire come funziona il sonno e qual è il suo impatto sull’organismo significa riscoprire una medicina naturale e potentissima che agisce in profondità ogni notte.

 

Il ritmo circadiano

L’equilibrio del nostro organismo si fonda su un sistema preciso di regolazione interna chiamato ritmo circadiano. Questo ritmo è un ciclo biologico di circa 24 ore che sincronizza le principali funzioni vitali con l’alternanza tra luce e buio.

Non si tratta solo di una questione di orari: tutto nel nostro corpo risponde a questi segnali. Il ritmo circadiano regola il ciclo sonno-veglia, ma anche la secrezione ormonale, la temperatura corporea, l’appetito, la digestione e persino l’umore. 

Quando il ritmo viene rispettato, il corpo funziona in armonia. Ma quando viene disturbato, come accade spesso per effetto dell’esposizione a luce artificiale nelle ore serali, degli orari di vita irregolari o dello stress cronico, l’intero equilibrio si rompe.

Le conseguenze possono essere profonde: aumentano i disturbi metabolici, si indebolisce il sistema immunitario, l’umore si altera, la digestione si complica e si apre la strada a patologie croniche. Vivere in sintonia con il proprio orologio biologico non è un’abitudine salutista, ma una strategia scientificamente fondata per proteggere la salute a lungo termine.

 

Cosa accade durante il sonno

Il sonno, nel contesto dei ritmi circadiani, si inserisce come un momento attivo e fondamentale di riorganizzazione cellulare e sistemica.
Durante il riposo notturno, il cervello non si spegne ma, al contrario, lavora in modo ordinato e coordinato. Elabora le informazioni acquisite durante il giorno, consolida la memoria, regola l’umore e riequilibra i neurotrasmettitori. Il corpo, contemporaneamente, attiva una
vera e propria fase di rigenerazione: ripara i tessuti danneggiati, ottimizza la risposta immunitaria, rilascia ormoni fondamentali per la crescita, la regolazione dello zucchero nel sangue e la salute metabolica. Il sonno agisce anche sull’equilibrio intestinale e sulla regolazione del microbiota, che a sua volta dialoga con il cervello e con il sistema ormonale attraverso l’asse intestino-cervello. È quindi evidente come il sonno non sia solo un supporto alla salute: è una vera terapia quotidiana.

Nel corso dell’evoluzione, l’uomo si è adattato ai cicli naturali della luce. 

Il sorgere del sole segnava l’inizio dell’attività, mentre il calare del buio avviava un processo di rallentamento fisiologico culminante nel sonno. La vita moderna, tuttavia, ha stravolto questa armonia. L’uso prolungato di dispositivi elettronici e l’esposizione serale a fonti di luce artificiale, in particolare alla luce blu, alterano la percezione del tempo interno e compromettono la produzione di melatonina, l’ormone chiave per l’induzione del sonno. La melatonina non solo regola il ritmo circadiano, ma esercita anche effetti antiossidanti, immunomodulanti e neuroprotettivi.

 

 

Se la sua produzione viene disturbata, ne risentono non solo l’addormentamento e la qualità del sonno, ma anche la salute globale dell’organismo.

E se riposi poco?

Quando il sonno è carente, le conseguenze non si limitano alla stanchezza. Il corpo entra in uno stato di allerta, in cui aumenta il rilascio di cortisolo, si riduce la sensibilità insulinica, si alterano i segnali della fame e della sazietà e si attivano risposte infiammatorie croniche. Il metabolismo ne risente, il peso corporeo tende a salire, la capacità di gestire lo stress diminuisce, la memoria si offusca e l’umore si destabilizza.

A livello intestinale, si osservano variazioni della motilità, maggiore permeabilità della barriera mucosa, alterazioni della flora batterica e predisposizione a disbiosi e infiammazione. In altre parole, un sonno disturbato rappresenta un fattore di rischio trasversale, che agisce su più piani fisiologici, spingendo l’organismo verso la malattia.

 

L’importanza di avere una night routine

Proprio per questo, negli ultimi anni, sempre più attenzione è rivolta alla creazione di abitudini serali che favoriscano un sonno fisiologico. 

La cosiddetta “night routine” rappresenta un potente alleato nel ristabilire il corretto ritmo sonno-veglia. L’obiettivo non è semplicemente quello di “addormentarsi prima”, ma di inviare al corpo segnali coerenti che facilitino la naturale produzione di melatonina, la riduzione dell’attività simpatica e l’attivazione dei meccanismi di riposo e rigenerazione.

Cominciare a rallentare le attività mentali nelle ore serali, evitare l’esposizione agli schermi, consumare la cena a orari regolari e non troppo tardi, utilizzare luci a spettro rosso, perché interferiscono molto meno con i fotorecettori che regolano la melatonina e svolgere attività rilassanti come la lettura o la respirazione consapevole sono strategie semplici ma potenti.  La coerenza nei ritmi quotidiani, compreso l’andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora, rappresenta un messaggio di stabilità per il sistema nervoso centrale e per l’asse ormonale.

 

Gli strumenti 

per favorire l’equilibrio circadiano possono essere la svolta, se utilizzati con costanza. La fotobiomodulazione praticata con criterio rispetta la fisiologia della luce, privilegiando la luce blu e bianca brillante nelle prime ore del mattino per consolidare il segnale diurno e la luce rossa la sera per non disturbare la melatonina. Questo duplice approccio, semplice ma preciso, aiuta a ricucire la distanza tra ambiente e orologio interno. Gli occhiali che filtrano la luce blu sono un supporto utile quando non è possibile ridurre le sorgenti luminose, soprattutto dall’orario del tramonto in poi. Sceglierli con filtri efficaci sulle lunghezze d’onda corte consente di attenuare il messaggio diurno che altrimenti gli schermi continuerebbero a inviare al cervello, con ricadute positive sull’addormentamento e sulla continuità del sonno.

Per chi presenta una tendenza alla fase ritardata del sonno, esporsi a una luce intensa e diffusa nelle prime ore dopo il risveglio, con una seduta regolare e costante, rafforza il picco mattutino di vigilanza e anticipa in modo naturale la sonnolenza serale.
Questo strumento risulta utile anche nei periodi di ridotta luminosità stagionale, nei lavoratori con orari non ottimali e nei soggetti che faticano a trovare luce naturale al mattino. In parallelo, imparare a monitorare l’esposizione alla luce lungo la giornata aumenta la consapevolezza del proprio bilancio luminoso. 

Tenere traccia degli orari di luce esterna, del tempo trascorso in ambienti chiusi sotto illuminazione fredda, delle finestre senza schermature serali e degli schermi utilizzati dopo il tramonto aiuta a identificare dove intervenire. Anche piccoli aggiustamenti, come cambiare il tipo di lampadina nella zona living serale, spostare la postazione vicino a una finestra al mattino o programmare una breve uscita alla luce naturale entro l’ora dal risveglio, possono ristabilire la cadenza interna.

 

L’integrazione come supporto

Accanto all’igiene della luce, esiste un capitolo integrativo che, se usato con criterio e personalizzazione, facilita il riallineamento. La melatonina, somministrata nel timing corretto, può aiutare a ricalibrare la fase biologica e a migliorare l’inizio del sonno. Dosi basse sono spesso sufficienti, perché la melatonina agisce da segnale di tempo più che da sedativo, e la sua efficacia dipende dall’orario di assunzione rispetto alla propria sera biologica.

In presenza di stress persistente, gli adattogeni come ashwagandha e rhodiola modulano l’asse dello stress e migliorano il profilo diurno del cortisolo, con ashwagandha tendenzialmente più adatta alle ore serali per sostenere il rilascio, e rhodiola preferibile nelle ore mattutine per favorire la vigilanza senza eccessi. Il magnesio, in forme ben tollerate, sostiene il rilassamento neuromuscolare e riduce le tensioni serali, facilitando una transizione più fluida verso il sonno profondo. La griffonia, fonte di 5-htp, fornisce substrato alla serotonina e, indirettamente, alla melatonina, ma richiede cautela in caso di terapie che agiscono sui recettori serotoninergici. La l-teanina può aiutare a calmare l’attività mentale senza sedare, migliorando la qualità percepita del riposo.
Le piante rilassanti come
passiflora, valeriana, tiglio e melissa offrono un sostegno fitoterapico dolce e ben integrabile con le pratiche serali.
Gli
omega 3, sostenendo membrane neuronali e modulazione infiammatoria, incidono positivamente sulla stabilità neuroendocrina e sull’umore, fattori che retroagiscono sulla qualità del sonno. Non va infine dimenticato il ruolo del microbiota, perché un intestino in equilibrio facilita la disponibilità di neurotrasmettitori come serotonina e GABA, chiudendo il cerchio tra alimentazione, intestino e sonno.

L’integrazione non sostituisce la disciplina circadiana ma la rende più accessibile, soprattutto nei periodi di cambiamento o in presenza di stress ambientali. Per chi desidera una valutazione oggettiva del proprio orologio biologico, il profilo del cortisolo salivare diurno e, in centri dedicati, la stima dell’orario del picco di melatonina serale, offrono indizi preziosi su come impostare tempi di luce, buio e integrazione.
In molti casi, già un diario del sonno associato a un’osservazione onesta dei comportamenti luminosi diurni e serali rivela dove intervenire con la massima resa e il minimo sforzo.

La qualità del nostro riposo condiziona ogni aspetto della nostra esistenza, dalla lucidità mentale al benessere intestinale, dalla gestione dello stress alla regolazione ormonale. Trascurare il sonno significa compromettere a lungo termine la propria salute. Investire invece nella creazione di un ritmo sonno-veglia fisiologico e coerente con i bisogni del corpo è una delle scelte più intelligenti che si possano fare, perché è durante la notte che l’organismo trova le risorse per guarire, adattarsi, rigenerarsi. E senza questo equilibrio, nessuna alimentazione corretta, nessuna integrazione o terapia potrà mai avere effetto pieno e duraturo.

 

Bibliografia essenziale
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Le informazioni sulle diete sono fornite dalla dott.ssa Jessica Inserra. Prima di adottare qualsiasi dieta, consultare il proprio professionista di fiducia.

 

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